*⛽🌍 La pace con l'Iran è arrivata. Ma i tassi potrebbero restare alti…📈🏦*
- Francesco Danile
- 28 giu
- Tempo di lettura: 2 min

Potrebbe quindi sembrare che la strada sia ormai spianata per una riduzione dei tassi d'interesse americani. E invece non è così.
La Federal Reserve (la banca centrale degli Stati Uniti) continua infatti a mantenere un atteggiamento molto prudente. L'inflazione, cioè l'aumento generale dei prezzi, è ancora intorno al 3,8%, ben al di sopra dell'obiettivo del 2%.
Ma il vero cambiamento riguarda le aspettative dei banchieri centrali americani.
Fino a marzo, la maggioranza dei membri della Fed riteneva probabile un taglio dei tassi entro fine anno. Oggi lo scenario si è quasi ribaltato: soltanto uno vede ancora possibile una riduzione, mentre nove governatori ritengono che potrebbe addirittura rendersi necessario un rialzo dei tassi.
Anche il mercato obbligazionario sta inviando un messaggio molto interessante.
I rendimenti dei titoli di Stato americani (*Treasury*) sono saliti soprattutto sulle scadenze brevi, ad esempio a due o cinque anni, mentre si sono mossi molto meno sulle scadenze più lunghe.
Tradotto in parole semplici, gli investitori stanno dicendo due cose:
Nel breve periodo il costo del denaro potrebbe restare elevato ancora per diversi mesi.
Nel lungo periodo, invece, non si teme un'inflazione fuori controllo o una stagione infinita di tassi alti.
È una differenza importante.
Il mercato non sta scontando uno scenario catastrofico. Sta semplicemente prendendo atto che la Fed vuole avere la certezza di aver sconfitto l'inflazione prima di iniziare ad abbassare il costo del denaro.
Per i risparmiatori questo significa che mutui, prestiti e finanziamenti potrebbero rimanere relativamente costosi ancora per un po'. Per gli investitori, invece, significa convivere ancora per qualche tempo con un mondo di tassi più alti più a lungo, ma non necessariamente più alti per sempre.
La domanda da porsi è questa: se il mercato ci sta dicendo che la pazienza potrebbe essere ancora una virtù necessaria per alcuni mesi, siamo davvero disposti a concedere ai nostri investimenti il tempo di cui hanno bisogno?




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