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*Tecnologia, AI e “disruption”: cosa sta succedendo davvero e perché riguarda tutti noi*

  • Immagine del redattore: Francesco Danile
    Francesco Danile
  • 5 feb
  • Tempo di lettura: 2 min
Negli ultimi mesi stiamo assistendo a qualcosa di molto più profondo di semplici saliscendi dei mercati finanziari. Quello che sta avvenendo è una vera disruption.
Negli ultimi mesi stiamo assistendo a qualcosa di molto più profondo di semplici saliscendi dei mercati finanziari. Quello che sta avvenendo è una vera disruption.

Disruption è una parola inglese che significa rottura degli equilibri: quando una nuova tecnologia cambia così tanto le regole del gioco da rendere inutili (o molto meno utili) i modelli precedenti.


Un esempio semplice lo conosciamo tutti: le banche.


Fino a pochi anni fa andavamo in filiale per fare bonifici, pagamenti, investimenti. Oggi facciamo quasi tutto dall’app sul telefono. Le filiali chiudono, non perché le banche falliscano, ma perché il modo di fare banca è cambiato radicalmente. Questa è disruption.


La stessa cosa sta succedendo ora con l’Intelligenza Artificiale.





La tecnologia che “mangia” altra tecnologia


Il mercato sta iniziando a capire una cosa fondamentale:


l’AI non è solo una nuova funzione, ma una tecnologia che sostituisce altre tecnologie.


Molte aziende di software tradizionale vivevano di intermediazione: piattaforme, procedure, passaggi complessi.


L’AI automatizza tutto questo. Risultato: molte di queste aziende rischiano di diventare inermi, come le filiali bancarie.


Questo fenomeno è un classico esempio di distruzione creatrice: il nuovo distrugge il vecchio, ma crea qualcosa di più efficiente.





Perché il mercato oggi è così nervoso?


Quando vediamo forti crolli di titoli tecnologici, non stiamo assistendo solo a “panico”.


Stiamo vedendo il mercato che separa chi subisce l’AI da chi la rende possibile.


In parole semplici:


        •       Chi usa l’AI come accessorio rischia di essere sostituito.


        •       Chi costruisce l’AI (chip, hardware, infrastrutture) diventa sempre più centrale.





Il punto chiave: non tutta la “tecnologia” è uguale


Oggi chiamare qualcosa “tech” è troppo generico.


Dentro la tecnologia ci sono mondi molto diversi:


        1.      Semiconduttori (chip)


Sono il “motore” dell’AI. Senza chip, l’AI non esiste.


        2.      Hardware


Server, data center, sistemi di storage: sono le “autostrade digitali”.


        3.      Software


Qui c’è la vera spaccatura:


        •       alcuni software vengono potenziati dall’AI,


        •       altri vengono letteralmente rimpiazzati.


Negli ultimi dati di mercato si vede chiaramente:


chip e hardware tengono o crescono, mentre molto software sta crollando.





Cosa significa per noi investitori


Il messaggio è semplice:


oggi non basta dire “sono investito in tecnologia”.


Bisogna chiedersi che tipo di tecnologia stiamo davvero possedendo.


Stiamo investendo in:


        •       chi costruisce le strade digitali,


oppure in chi rischia di essere investito dal traffico?


La vera rivoluzione non è la volatilità dei mercati, ma il fatto che la tecnologia è diventata l’ambiente in cui viviamo, non più solo uno strumento.


Proprio come con le banche e le app, non è una moda passeggera: è un cambiamento strutturale.


Chi lo governa cresce. Chi lo ignora, viene superato.


Questa è la vera disruption dell’Intelligenza Artificiale.


E non riguarda solo Wall Street: riguarda il nostro lavoro, i nostri risparmi e il modo stesso in cui funzionerà l’economia nei prossimi anni.



E tu, guardando i tuoi investimenti, stai finanziando chi costruisce il futuro… o chi rischia di diventare inutile nel mondo che sta nascendo?


 
 
 

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