⚡🌍 Tempesta energetica globale: stiamo tornando indietro nel tempo?
- Francesco Danile
- 27 mar
- Tempo di lettura: 2 min

Oggi il problema è molto serio. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, la quantità di petrolio che manca è addirittura superiore a quella persa durante due grandi crisi degli anni ’70 messe insieme, e anche il gas disponibile è molto meno rispetto a tempi recenti. Una zona chiave è lo Stretto di Hormuz, una stretta via di mare da cui passa circa il 20% del petrolio mondiale se lì succede qualcosa, le conseguenze si sentono ovunque
Il vero rischio però non è solo pagare di più carburante e bollette quando l’energia costa di più si attiva una specie di effetto a catena: le persone chiedono stipendi più alti, le aziende aumentano i prezzi e alla fine tutto diventa più caro. Questo fenomeno si chiama inflazione, cioè l’aumento generale dei prezzi, e negli anni ’70 arrivò a livelli molto alti
In quel periodo la banca centrale americana, la Fed, tenne i tassi di interesse troppo bassi, cioè il costo del denaro era molto basso questo contribuì a peggiorare la situazione perché l’economia si surriscaldò e poi arrivò il conto: prezzi altissimi e crescita quasi ferma. Ci vollero anni e decisioni molto dure per rimettere tutto in ordine, con effetti pesanti sull’economia globale
Oggi la situazione è diversa sotto alcuni aspetti le economie usano meno energia rispetto al passato, i lavoratori hanno meno forza nel chiedere aumenti e le banche centrali sono più indipendenti. Però c’è un altro rischio importante legato al debito pubblico, cioè ai soldi che gli Stati devono restituire questo debito è molto alto e, in alcuni casi, le banche centrali potrebbero stampare nuova moneta per aiutare i governi, un processo chiamato monetizzazione del debito, cioè creare denaro per coprire i debiti, che però può far salire ancora l’inflazione
Per chi investe, questo è uno scenario complicato esiste una situazione chiamata stagflazione, cioè quando i prezzi salgono ma l’economia cresce poco o si blocca. In questi casi sia le azioni, cioè le quote delle aziende, sia le obbligazioni, cioè i prestiti a Stati o imprese, possono andare in difficoltà. Anche strumenti come l’oro o il Bitcoin possono avere forti alti e bassi e non sempre proteggono davvero
Guardando però alla storia, emerge che le strategie più solide sono spesso le più semplici non mettere tutti i soldi in un unico investimento, mantenere una parte di liquidità, cioè soldi disponibili subito, e investire in aziende solide che nel tempo generano utili. Nel lungo periodo queste scelte tendono a proteggere meglio dall’inflazione
La storia non si ripete mai esattamente allo stesso modo, ma ogni tanto ripropone gli stessi problemi sotto forme diverse
Tu cosa ne pensi della situazione geopolitica di oggi? Ti sembra un rischio reale o qualcosa di temporaneo?




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