top of page

*LA CINA COMPRA ORO. STA CAMBIANDO GLI EQUILIBRI DEL MONDO?*🟡🌍

Immagine del redattore: Francesco Danile
Francesco Danile
28 set
Tempo di lettura: 2 min
La banca centrale cinese continua ad accumulare oro. A fine agosto 2026 ne dichiarava circa 2.387 tonnellate: circa 80 in più rispetto alla fine del 2025.
La banca centrale cinese continua ad accumulare oro. A fine agosto 2026 ne dichiarava circa 2.387 tonnellate: circa 80 in più rispetto alla fine del 2025.

L’aumento è stato particolarmente marcato proprio ad agosto, con circa 20 tonnellate aggiunte in un solo mese.



Per capire le proporzioni, ecco la classifica delle riserve auree dichiarate dai Paesi, con cifre arrotondate. I dati nazionali non sono tutti aggiornati allo stesso mese:



 Stati Uniti: circa 8.133 tonnellate


 Germania: circa 3.350 tonnellate


 Italia: circa 2.452 tonnellate


 Francia: circa 2.437 tonnellate


 Cina: circa 2.387 tonnellate, secondo la dichiarazione di agosto



La Cina è quindi ancora dietro a Stati Uniti, Germania, Italia e Francia. Tuttavia, si sta avvicinando a questi ultimi due Paesi.



La classifica considera soltanto gli Stati. Se includessimo anche il Fondo monetario internazionale, che detiene oro, la posizione cinese scenderebbe di un posto.



C’è però un’incognita.



Da tempo si ipotizza che le riserve effettivamente riconducibili alla Cina siano superiori a quelle dichiarate. Alcune istituzioni ufficiali acquistano oro senza comunicarlo immediatamente, ma non è possibile attribuire con certezza quegli acquisti a Pechino.



Anche l’ipotesi di acquisti effettuati tramite altri Paesi o soggetti intermedi resta, allo stato attuale, un sospetto, non una quantità verificata. Per questo non possiamo costruire una seconda classifica affidabile dell’oro “nascosto” cinese.



Perché la Cina compra oro?



Una spiegazione plausibile è la volontà di diversificare le riserve e ridurre gradualmente la dipendenza dal dollaro e dai titoli di Stato americani. L’oro ha una caratteristica utile in questo senso: non rappresenta un credito verso un altro Paese.



Parallelamente, la Cina cerca di favorire l’uso dello yuan nei propri scambi commerciali.



Se questa tendenza si rafforzasse, una parte del commercio mondiale potrebbe svolgersi sempre più spesso senza passare dal dollaro, soprattutto negli scambi che coinvolgono la Cina.



Nel tempo potrebbero cambiare le valute usate per pagare le merci, finanziare le imprese e detenere riserve. Sarebbe però un cambiamento graduale, con possibili maggiori costi e complessità per chi commercia tra aree che utilizzano sistemi finanziari diversi.



È parte di un disegno per sostituire l’egemonia degli Stati Uniti?



Può essere letto come un tassello della ricerca cinese di maggiore autonomia e influenza geopolitica. Sarebbe invece eccessivo considerare gli acquisti d’oro la prova di un piano già definito, o pensare che bastino a sostituire gli USA.



Oggi il dollaro rappresenta ancora il 57,13% delle riserve valutarie mondiali; lo yuan si ferma all’1,99%. Inoltre, i controlli cinesi sui movimenti di capitale limitano la possibilità che lo yuan diventi rapidamente una valuta di riserva paragonabile al dollaro.



Che cosa significa per te?



La domanda non è se il dollaro scomparirà domani. È se stiamo osservando l’inizio di un mondo in cui il suo ruolo resterà centrale, ma verrà progressivamente affiancato da altri strumenti di pagamento e di riserva.



Quanto potrebbe incidere questo cambiamento sulle tue scelte finanziarie nei prossimi anni?

 
 
 

Commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione
bottom of page