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💰 *MILIARDI DI UTILI… MA QUANTI SONO DAVVERO SOLDI?*

Immagine del redattore: Francesco Danile
Francesco Danile
31 ago
Tempo di lettura: 3 min
Quando leggiamo che una grande azienda tecnologica ha realizzato decine di miliardi di utili, viene naturale pensare che quei soldi siano realmente entrati nelle sue casse.
Quando leggiamo che una grande azienda tecnologica ha realizzato decine di miliardi di utili, viene naturale pensare che quei soldi siano realmente entrati nelle sue casse.

Ma utile e denaro incassato non sono necessariamente la stessa cosa. E oggi, con il boom dell’Intelligenza Artificiale, questa differenza è diventata particolarmente importante.


Alphabet, Amazon, Microsoft e altre Big Tech hanno investito miliardi di dollari in società che stanno sviluppando l’IA, come Anthropic e OpenAI.


C’è però un particolare fondamentale: ad oggi Anthropic e OpenAI non sono società quotate in Borsa.


Questo significa che non esiste ogni giorno un prezzo di mercato delle loro azioni, come accade invece per Amazon, Microsoft o Nvidia.


Il loro valore viene quindi stimato, soprattutto sulla base delle valutazioni attribuite alla società durante i vari aumenti di capitale e le operazioni effettuate dagli investitori.


Facciamo un esempio molto semplice.


Immaginiamo di comprare una casa per 200.000 euro. Dopo qualche anno un esperto ci dice che quella casa oggi potrebbe valerne 300.000.


Siamo più ricchi di 100.000 euro?


Sulla carta sì. Ma sul nostro conto corrente non è entrato nemmeno un euro.


E soprattutto sapremo se la casa vale veramente 300.000 euro soltanto quando qualcuno sarà disposto a comprarla a quel prezzo.


Qualcosa di simile accade con le partecipazioni nelle società private dell’IA.


Se una società come Anthropic raccoglie nuovi capitali a una valutazione molto superiore alla precedente, anche il valore della partecipazione posseduta, per esempio, da Amazon può aumentare.


Le regole contabili possono fare sì che questa rivalutazione abbia effetti positivi sul conto economico della Big Tech.


Il punto fondamentale è che non necessariamente quei miliardi sono stati incassati.


La partecipazione potrebbe essere ancora lì e il suo valore dipendere da una valutazione che, proprio perché la società non è quotata, non viene stabilita ogni giorno dall’incontro tra milioni di compratori e venditori sul mercato azionario.


Naturalmente il meccanismo può funzionare anche al contrario.


Se in futuro il valore attribuito a queste società dovesse diminuire, una parte delle plusvalenze contabili registrate oggi potrebbe trasformarsi in svalutazioni.


Per questo, quando analizziamo i risultati delle Big Tech, non dovremmo fermarci alla parola “utile”.


Dovremmo chiederci anche: quanto di quell’utile deriva dall’attività dell’azienda, quanto da rivalutazioni di partecipazioni e, soprattutto, quanta cassa è stata realmente generata?


Questo è ancora più importante in una fase nella quale le grandi società tecnologiche stanno spendendo somme enormi per data center, chip, energia e infrastrutture necessarie allo sviluppo dell’IA.


LA RIFLESSIONE FINALE


Si sta creando un meccanismo molto interessante.


Le Big Tech investono miliardi nelle società dell’Intelligenza Artificiale. Queste società utilizzano enormi quantità di denaro per acquistare chip, capacità di calcolo e servizi cloud, spesso proprio dalle grandi aziende tecnologiche. Nuovi investimenti possono poi far aumentare ulteriormente la loro valutazione e, di conseguenza, anche il valore delle partecipazioni possedute dalle Big Tech.


Finché le valutazioni continuano a salire, il meccanismo può produrre numeri impressionanti.


Ma una valutazione non è la stessa cosa di un incasso.


Il vero banco di prova arriverà quando società come OpenAI e Anthropic entreranno eventualmente in Borsa, oppure quando le loro partecipazioni saranno scambiate in modo sufficientemente ampio da permettere al mercato di stabilirne il valore.


Solo allora avremo un riferimento molto più trasparente per capire quanto valgono realmente.


Ed è qui che nasce la domanda più interessante per un investitore:


Il mercato continuerà a premiare le Big Tech per queste enormi plusvalenze oppure inizierà a distinguere sempre di più tra utili contabili e vera capacità di generare cassa?  


 
 
 

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